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Italia al mondiale 2014

L’esperienza italiana in Brasile si preannuncia con speranza, la nazionale che parte è un gradino sotto alle favorite ma solo due anni prima è riuscita a raggiungere il secondo posto nell’europeo, battuta solo dalla grande Spagna.

Con queste premesse in patria ci si aspetta sicuramente un buon risultato e qualcuno addirittura parla di vittoria finale.

Purtroppo gli Azzurri finiscono in un girone infernale. Infatti, a causa di un sorteggio “strano” che vede l’Italia come prima delle escluse dalle teste di serie, a causa di un pre sorteggio sfavorevole, finiamo in terza fascia. Becchiamo così l’Uruguay come testa di serie, l’Inghilterra come seconda fascia (là dove saremmo dovuti essere noi) e la matricola Costa Rica a chiudere il gruppo.

Prima della partenza si ha paura degli inglesi e il doverli affrontare alla prima gara di esordio non sembra sia un buon inizio.

Le convocazioni vengono comunicate da Cesare Prandelli a fine maggio e a sorpresa viene lasciato a casa Giuseppe Rossi. Perdiamo anche Montolivo che si infortuna in un amichevole a pochi giorni dalla partenza, al suo posto parte Aquilani.

Nel volo di andata inizia a instaurarsi un buon rapporto tra i calciatori e ciò sembra un’ottima cosa. Mario Balotelli, grande atteso di questo mondiale, riesce pure a divertirsi e a far divertire i compagni prima dell’esordio, in campo e fuori.

Arrivati in Brasile la sfortuna sembra non abbandonare la spedizione: si fanno male Buffon e De Sciglio, il portiere salterà la prima gara, il milanista le prime due.

Si inizia appunto con la temuta Inghilterra, la quale viene domata per 2-1 con un brutto attacco e una incerta difesa. Tutti gridano al miracolo, i giornali si riempiono di titoloni, i ragazzi iniziano a sentirsi imbattibili.

Il giorno dopo la vittoria però nello spogliatoio qualcosa non gira bene. Antonio Cassano, a tavola, si lamenta del fatto che nella prima gara non ha giocato, esagera, sbatte i pugni e rompe un bicchiere. I senatori lo catechizzano, lo rimettono a posto, ma qualche crepa inizia a insinuarsi nel gruppo.

Dobbiamo giocare contro la Costa Rica che nella prima gara, a sorpresa e con il bel gioco, ha battuto l’Uruguay.

Vista la squadra della prima partita è considerata la modestia dell’avversario sembra una gara già vinta. Addirittura il mister, in previsione della gara più dura con l’Uruguay, fa un po’ di turn-over, mettendo fuori Verratti per Thiago Motta. Fuori anche Paletta, che male aveva giocato contro l’Inghilterra, e Sirigu, che lascia il posto da titolare al numero 1 Buffon.

Le cose non vanno come si sperava: la Costa Rica segna e poi si chiude, impedendoci di vedere la porta. Perdiamo 1-0. Siamo a 3 punti con la squadra materasso, appunto la Costa Rica, a 6. A inguaiarci ancora di più ci pensa l’Uruguay che vince con l’Inghilterra.

Però nello spogliatoio qualcosa continua a non girare. Mario Balotelli, che aveva segnato un gol semplice nella prima partita con gli inglesi, ne ha sbagliato un altro ancora più semplice sullo 0-0 contro la Costa Rica. Proprio per questo gol sbagliato, per la prova opaca nell’ultima gara e per la conseguente sostituzione, si chiude in sé stesso e si isola nel gruppo per 4 giorni, fino alla gara con gli uruguaiani.

I senatori cercano di tenere compatto comunque il gruppo, ma con esperienza sono solo in 5 (Buffon, De Rossi, Pirlo, Chiellini e Marchisio), gli altri hanno poca esperienza in nazionale e tanti sono alla prima partecipazione a un mondiale. Succede quindi che i giovani sono smarriti, mentre alcuni remano proprio contro.

Per la terza partita, contro l’Uruguay, dovremmo vincere o pareggiare, ci basta questo per passare comunque agli ottavi come seconda classificata, alle spalle della sorpresa proveniente dal centro America.

Giochiamo un discreto primo tempo, si va negli spogliatoi sullo 0-0. Stecca solo Balotelli che è inesistente avanti, al rientro Prandelli glielo dice: “Mario, più convinto e ci puoi riuscire a tenere meglio il campo”.

Ma Mario borbotta, sbotta, si lamenta, risponde che lui in campo è presente.

Interviene il CT che decide di sostituirlo, dentro Parolo fuori Balotelli. I senatori sono con il mister e si contrappongono al compagno, i giovani non prendono posizioni ma sono evidentemente spiazzati, Cassano appoggia il compagno di attacco.

La partita era iniziata con i sorrisi in panchina, il secondo tempo inizia invece con i musi lunghi e con un silenzio tombale. Si vede subito che qualcosa non gira bene, l’Uruguay prende il pallino del gioco e dopo 10 minuti Marchisio viene espulso per un fallo veniale.

L’Uruguay riesce a passare in vantaggio.

Si aggiungono anche gli infortuni, di Verratti e Immobile, e al 75 minuto siamo in svantaggio con tutti i cambi fatti. È la fine… anche perché il match si chiude con 0 tiri in porta da parte dell’Italia.

Usciti al primo turno e si accendono le polemiche. A caldo, nel dopo partita, due dei senatori, De Rossi e Buffon, dichiarano che c’è bisogno di uomini veri e non di figurine, anche se non viene mai nominato, è chiaro che si parla di Balotelli.

Proprio quest’ultimo, mentre la squadra è chiusa nello spogliatoio (ci rimarrà due ore), abbandona la comitiva e si accomoda da solo ad aspettare in autobus.

In quelle due ore arrivano le dimissioni del CT, Cesare Prandelli, e del numero 1 della FIGC, Giancarlo Abete.

Nei giorni successivi continuano i battibecchi, fino al rientro in Italia dove i saluti sull’aereo vengono sostituiti da battute al vetriolo, ma comunque con il sorriso di circostanza, tra Buffon e Cassano.