Edizione
2026
Scheda nazionale nell'edizione
Primo turno
Canada, Messico e Stati Uniti 2026 · 08/06/2026 - 19/07/2026
Edizione
2026
Esito
Primo turno
Partite
3
Giocatori
26
Staff
0
Racconto
Pagina editoriale dedicata al percorso di questa squadra nel torneo.
Il Mondiale dell'Uzbekistan è stato una storia divisa in due. Da una parte, la pagina storica: la prima qualificazione, la prima partita, il primo gol, il primo grande viaggio di una nazionale che per decenni aveva inseguito il torneo da fuori. Dall'altra, la durezza del campo: tre sconfitte, nove gol subiti, un girone troppo pesante e la sensazione di aver scoperto in pochi giorni quanto il Mondiale possa essere diverso da tutto ciò che viene prima.
Per l'Uzbekistan, esserci era già un evento enorme. Non solo per il Paese, ma per l'intera Asia centrale. La qualificazione aveva trasformato la nazionale in un simbolo, il risultato visibile di anni di investimenti, accademie, scuole calcio, infrastrutture e crescita di una generazione che cominciava finalmente a produrre giocatori riconoscibili anche fuori dai confini regionali.
Poi è arrivato il sorteggio: Colombia, Portogallo, Congo DR. Un gruppo con talento sudamericano, una grande europea guidata da una leggenda ancora in campo e una nazionale africana fisica, profonda, piena di giocatori abituati a campionati di alto livello. Per una debuttante assoluta, era un ingresso senza protezioni.
L'Uzbekistan non è stato ridicolo, ma non è stato pronto. Ha avuto momenti buoni, ha segnato due gol, ha provato a restare dentro le partite, ma ha pagato ogni passaggio a vuoto. Fabio Cannavaro, che il Mondiale lo aveva vinto da capitano, lo ha riassunto nel modo più semplice: la Coppa del Mondo è brutale. Per l'Uzbekistan, il 2026 è stato esattamente questo: una festa nazionale trasformata rapidamente in una lezione.
Il primo risultato dell'Uzbekistan non è arrivato sul campo, ma prima ancora di giocare. Qualificarsi al Mondiale aveva già spostato il Paese dentro un'altra dimensione sportiva. Per anni il calcio uzbeko aveva vissuto tra promesse, buone generazioni giovanili, partecipazioni asiatiche interessanti e un obiettivo sempre sfiorato. Nel 2026, quel limite è caduto.
La qualificazione non è stata raccontata come un colpo di fortuna. È stata presentata come il frutto di un lavoro più lungo: investimenti statali, strutture rinnovate, maggiore attenzione ai vivai e una crescita del movimento che aveva finalmente prodotto calciatori capaci di attirare l'attenzione internazionale. Abdukodir Khusanov, arrivato fino al Manchester City, è diventato il volto più evidente di questa trasformazione: non solo un difensore forte, ma la prova che il calcio uzbeko poteva esportare talento vero.
A rendere tutto ancora più narrativo c'era la figura di Fabio Cannavaro. Un campione del mondo italiano alla guida di una nazionale al primo Mondiale. Un uomo che conosceva la pressione del torneo più grande, chiamato a spiegare a un gruppo esordiente cosa significa giocare partite in cui ogni errore sembra diventare più grande.
L'attesa in patria era enorme. Il Mondiale non era solo una competizione da seguire, ma un momento di riconoscimento nazionale. Per molti tifosi, vedere l'Uzbekistan in campo significava finalmente trovare il proprio Paese dentro una scena che fino a quel momento apparteneva agli altri.
L'esordio contro la Colombia è stato il momento più emozionante del torneo uzbeko. Non perché sia arrivato un risultato positivo, ma perché lì l'Uzbekistan ha capito di poter lasciare una traccia. Davanti c'era una squadra superiore per tecnica, ritmo e abitudine, con Luis Díaz capace di cambiare la partita ogni volta che riceveva negli spazi giusti.
La Colombia ha comandato per lunghi tratti, ha trovato il vantaggio nel primo tempo e ha dato la sensazione di avere più strumenti per portare la gara dalla propria parte. L'Uzbekistan, però, non è sparito. Ha difeso con ordine, ha cercato di restare compatto e nella ripresa ha trovato il momento che rimarrà nella storia del suo calcio.
Abbosbek Fayzullaev ha segnato il primo gol uzbeko in una Coppa del Mondo. È stato un gol pesantissimo, non tanto per la classifica quanto per il significato. In quel momento, la debuttante non era più soltanto una squadra nuova nel torneo: era una nazionale entrata ufficialmente nella memoria della competizione.
Il problema è che l'equilibrio è durato pochissimo. Cinque minuti dopo, Luis Díaz ha riportato avanti la Colombia, spegnendo subito l'entusiasmo uzbeko e rimettendo la partita nella direzione più prevedibile. Nel recupero, il terzo gol colombiano ha reso il punteggio più netto, ma non ha cancellato ciò che l'Uzbekistan aveva fatto vedere nella parte centrale della gara.
La prima partita ha consegnato due messaggi opposti. Il primo era incoraggiante: la squadra aveva cuore, disciplina e qualche giocatore capace di incidere. Il secondo era più severo: appena l'avversario accelerava, la differenza di qualità diventava difficile da contenere.
La partita contro il Portogallo è stata quella in cui il Mondiale dell'Uzbekistan ha perso la sua parte più competitiva. Contro la Colombia c'era stata una sconfitta, ma anche una risposta. Contro il Portogallo, invece, la distanza è diventata troppo ampia.
Cristiano Ronaldo ha trasformato la serata in una pagina personale, segnando due volte e diventando il primo calciatore capace di andare in gol in sei edizioni diverse della Coppa del Mondo. Per il Portogallo era una notte di rilancio, dopo un avvio non brillante; per l'Uzbekistan è stata la partita in cui l'emozione dell'esordio ha lasciato spazio alla realtà più dura.
La squadra di Cannavaro ha provato a restare compatta, ma il Portogallo aveva troppi modi per far male. Nuno Mendes ha colpito su punizione, Rafael Leão ha dato profondità e qualità, Ronaldo ha riempito l'area come sa fare da vent'anni. Anche l'autogol del portiere Utkir Yusupov ha contribuito a rendere la partita sempre più pesante.
C'è stato un momento in cui l'Uzbekistan ha pensato di poter almeno sporcare il risultato, con Azizjon Ganiev vicino a un gol spettacolare poi annullato. Ma è rimasto un lampo isolato. Il resto è stato controllo portoghese, superiorità tecnica e una sensazione crescente di impotenza.
Il 5-0 non è stato solo una sconfitta larga. È stato un passaggio educativo, anche se doloroso. L'Uzbekistan ha visto cosa succede quando una squadra abituata a quel livello alza ritmo, qualità e cattiveria. Ogni uscita sporca diventava pericolo, ogni spazio lasciato veniva attaccato, ogni minuto senza palla consumava energie e fiducia.
La cosa più interessante della serata di Houston è che, fuori dal campo, il Mondiale uzbeko continuava a essere una festa. I tifosi arrivati negli Stati Uniti non si sono comportati come un pubblico in attesa solo del risultato. Hanno portato colori, abiti tradizionali, musica, cibo, simboli nazionali e un senso di appartenenza molto forte.
Molti sapevano benissimo che affrontare Portogallo e Colombia sarebbe stato quasi proibitivo. Ma per una comunità che non aveva mai vissuto una Coppa del Mondo da protagonista, esserci aveva un valore autonomo. Il punteggio faceva male, certo, ma non cancellava ciò che quella presenza rappresentava.
In questo senso, il Mondiale dell'Uzbekistan ha avuto una doppia lettura costante. Per gli analisti era una nazionale inesperta travolta dalle avversarie più forti. Per i tifosi era anche la prova che il Paese era entrato in una stanza nuova. La differenza tra queste due letture spiega bene il torneo: sportivamente insufficiente, storicamente enorme.
È una distinzione importante, perché evita sia l'esaltazione facile sia il giudizio troppo freddo. L'Uzbekistan ha perso male, ma non ha vissuto male il suo Mondiale. Lo ha vissuto come si vive una prima volta: con entusiasmo, ingenuità, orgoglio e una quantità enorme di cose da imparare.
L'ultima partita contro il Congo DR era quella che poteva almeno cambiare il finale. L'Uzbekistan arrivava senza punti, ma non senza motivazioni. Una vittoria avrebbe dato al debutto mondiale una forma molto diversa e avrebbe evitato di chiudere il girone con tre sconfitte. Di fronte c'era una squadra africana ancora in corsa per la qualificazione, costretta a vincere e quindi esposta alla pressione del risultato.
L'inizio sembrava perfetto. Eldor Shomurodov ha segnato dopo pochi minuti, portando avanti l'Uzbekistan e offrendo alla squadra la possibilità di giocare la sua partita più matura. Per la prima volta nel torneo, non si trattava solo di reagire a un avversario più forte: si trattava di gestire un vantaggio, controllare il ritmo, far crescere l'ansia dall'altra parte.
Per un tempo, l'Uzbekistan ci è riuscito abbastanza. Il Congo DR spingeva, ma la squadra di Cannavaro sembrava dentro la gara, attenta e pronta a trasformare la partita in una prova di resistenza. Poi nella ripresa tutto è cambiato.
Il rigore di Yoane Wissa ha pareggiato i conti e ha tolto all'Uzbekistan il controllo emotivo della partita. Da quel momento il Congo DR ha aumentato la pressione, ha inserito energie fresche e ha trovato il gol del sorpasso con Fiston Mayele. Nel recupero, ancora Wissa ha chiuso il discorso, completando la rimonta e portando i congolesi alla fase a eliminazione diretta.
Per l'Uzbekistan è stata la sconfitta più amara. Non la più pesante nel punteggio, ma la più dolorosa per sviluppo. Contro il Portogallo la distanza era evidente; contro il Congo DR c'era stata una vera occasione. La squadra era passata avanti, aveva avuto una strada, poi non aveva saputo reggere il cambio di ritmo dell'avversario.
Dopo l'eliminazione, Cannavaro ha parlato del Mondiale come di un torneo brutale. Era la frase giusta, ma arrivava quando ormai l'Uzbekistan l'aveva già sperimentata in pieno. Brutale perché non perdona l'inesperienza. Brutale perché non concede tempo per correggere. Brutale perché in tre partite puoi passare dalla festa della prima volta alla sensazione di non essere ancora pronto.
Cannavaro ha difeso l'impegno dei suoi giocatori, ma ha anche indicato alcuni problemi concreti. Contro il Congo DR, ad esempio, l'Uzbekistan non ha saputo adattarsi al cambiamento tattico dell'avversario. È un punto importante, perché racconta una difficoltà più ampia: non solo tecnica, ma di lettura. Al Mondiale non basta avere un piano iniziale; devi saperlo modificare quando l'altro cambia.
La presenza di Cannavaro ha dato prestigio al progetto, ma ha anche reso più evidente la distanza tra esperienza individuale dell'allenatore ed esperienza collettiva della squadra. Lui conosceva quel tipo di pressione; molti dei suoi giocatori no. Lui sapeva quanto una partita mondiale possa girare in pochi minuti; la squadra lo ha imparato nel modo più duro.
Il suo messaggio finale, però, non è stato di resa. Ha parlato di investimenti, giovani, accademie, continuità. In pratica: il Mondiale non deve restare una fotografia, deve diventare un processo.
L'Uzbekistan non è arrivato al Mondiale per caso. Alcuni giocatori hanno mostrato qualità vera. Fayzullaev ha dato il primo gol e la prima grande emozione. Shomurodov ha segnato nell'ultima partita, confermando il proprio peso offensivo. Khusanov rappresenta una difesa che può crescere intorno a un profilo internazionale. C'erano nomi, energia e una base tecnica migliore rispetto a molte debuttanti del passato.
Il problema è che il Mondiale chiede struttura, non solo talento. Chiede una squadra capace di difendere per lunghi tratti senza perdere distanze, uscire dalla pressione senza lanciare via il pallone, reagire dopo un gol subito, gestire un vantaggio, leggere le sostituzioni avversarie, sopravvivere ai momenti in cui il ritmo diventa feroce.
L'Uzbekistan ha mostrato sprazzi, non continuità. Contro la Colombia ha trovato il pari ma lo ha perso quasi subito. Contro il Portogallo non è riuscito a rallentare la partita. Contro il Congo DR ha avuto il vantaggio ma non ha retto la ripresa. Tre partite diverse, stesso insegnamento: a questo livello, il momento buono deve durare più di qualche minuto.
Questo è il punto da cui ripartire. Non serve cancellare il torneo, perché sarebbe ingiusto. Serve capirlo. L'Uzbekistan ha dimostrato di poter arrivare al Mondiale; ora deve dimostrare di poterci competere.
La partecipazione del 2026 resterà comunque una pagina fondamentale. Per la prima volta, l'Uzbekistan ha giocato contro grandi nazionali, ha portato i propri tifosi negli stadi della Coppa del Mondo, ha segnato, ha vissuto l'attenzione internazionale e ha dato ai giovani del Paese un'immagine concreta: il Mondiale non è più un sogno astratto.
Ma proprio per questo, la prossima fase sarà più difficile. Dopo una prima volta, cambia il metro di giudizio. La qualificazione resterà storica, ma non potrà essere l'unico obiettivo. Se il lavoro sui vivai, sulle accademie e sulle infrastrutture continuerà davvero, l'Uzbekistan dovrà provare a trasformare questo debutto in abitudine competitiva.
Il torneo ha dato indicazioni precise. Serve più esperienza internazionale, soprattutto nei momenti di pressione. Serve più profondità in panchina. Serve una fase difensiva capace di reggere quando gli avversari aumentano uomini e ritmo. Serve soprattutto la capacità di non vivere il Mondiale come un premio, ma come una competizione in cui si entra per prendere punti.
Il 2026 dell'Uzbekistan è stato storico, ma non romantico fino in fondo. Ha regalato il primo gol e tre sconfitte, entusiasmo e dolore, orgoglio e misura dei propri limiti. È il tipo di debutto che può restare un ricordo bellissimo oppure diventare il primo capitolo di qualcosa di più serio.
Dipenderà da cosa il calcio uzbeko farà adesso, dopo aver scoperto che la porta del Mondiale si può aprire. Restarci dentro, però, è tutta un'altra cosa.
Partite
Le partite giocate da Uzbekistan a Canada, Messico e Stati Uniti 2026, suddivise per fase.
Fase a gironi
| # | Nazionale | Pt | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 4 | 1 | 3 | |
| 2 | 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 6 | 1 | 5 | |
| 3 | 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 4 | 3 | 1 | |
| 4 | 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 2 | 11 | -9 |
Posizione 1
ColombiaPosizione 2
PortogalloPosizione 3
RD del CongoPosizione 4
UzbekistanRosa
La rosa associata a questa nazionale nell'edizione selezionata.
| # | Giocatore | Età | Ruolo | Club |
|---|---|---|---|---|
| — |
Yusupov Utkir
|
35 | Portiere | PFC Navbahor Namangan (UZB) |
| — |
Khusanov Abdukodir
|
22 | Difensore | Manchester City FC (ENG) |
| — |
Alijonov Khojiakbar
|
29 | Difensore | Pakhtakor Tashkent FK (UZB) |
| — |
Sayfiev Farrukh
|
35 | Difensore | FK Neftchi Farg'ona (UZB) |
| — |
Ashurmatov Rustam
|
29 | Difensore | Esteghlal Tehran FC (IRN) |
| — |
Mozgovoy Akmal
|
27 | Centrocampista | Pakhtakor Tashkent FK (UZB) |
| — |
Shukurov Otabek
|
29 | Centrocampista | Baniyas Club (UAE) |
| — |
Iskanderov Jamshid
|
32 | Centrocampista | FK Neftchi Farg'ona (UZB) |
| — |
Xamrobekov Odiljon
|
30 | Centrocampista | Tractor Sazi Tabriz FC (IRN) |
| — |
Masharipov Jaloliddin
|
32 | Centrocampista | Esteghlal Tehran FC (IRN) |
| — |
Urunov Oston
|
25 | Centrocampista | Persepolis FC (IRN) |
| — |
Nematov Abduvohid
|
25 | Portiere | Nasaf Qarshi FC (UZB) |
| — |
Nasrullaev Sherzod
|
27 | Difensore | Pakhtakor Tashkent FK (UZB) |
| — |
Shomurodov Eldor
|
30 | Attaccante | Başakşehir FK (TUR) |
| — |
Eshmurodov Umar
|
33 | Difensore | Nasaf Qarshi FC (UZB) |
| — |
Ergashev Botirali
|
30 | Portiere | FK Neftchi Farg'ona (UZB) |
| — |
Khamdamov Dostonbek
|
29 | Centrocampista | Pakhtakor Tashkent FK (UZB) |
| — |
Abdullaev Abdulla
|
28 | Difensore | Dibba FC (UAE) |
| — |
Ganiev Azizjon
|
28 | Centrocampista | Al Bataeh Club (UAE) |
| — |
Amonov Azizbek
|
28 | Attaccante | FK Dinamo Samarkand (UZB) |
| — |
Sergeev Igor
|
33 | Attaccante | Persepolis FC (IRN) |
| — |
Fayzullaev Abbosbek
|
22 | Centrocampista | Başakşehir FK (TUR) |
| — |
Esanov Sherzod
|
23 | Centrocampista | FK Buxoro (UZB) |
| — |
Karimov Behruzjon
|
18 | Difensore | Surkhon FK (UZB) |
| — |
Ulmasaliyev Avazbek
|
26 | Difensore | OKMK FK (UZB) |
| — |
Urozov Jakhongir
|
22 | Difensore | FK Dinamo Samarkand (UZB) |
#— · Portiere
#— · Difensore
#— · Difensore
#— · Difensore
#— · Difensore
#— · Centrocampista
#— · Centrocampista
#— · Centrocampista
#— · Centrocampista
#— · Centrocampista
#— · Centrocampista
#— · Portiere
#— · Difensore
#— · Attaccante
#— · Difensore
#— · Portiere
#— · Centrocampista
#— · Difensore
#— · Centrocampista
#— · Attaccante
#— · Attaccante
#— · Centrocampista
#— · Centrocampista
#— · Difensore
#— · Difensore
#— · Difensore