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Guerriglia in Brasile

È guerriglia in Brasile in vista della Coppa del Mondo. I brasiliani hanno capito che qualsiasi protesta in questo momento prenderà tanta visibilità e ovviamente ne approfittano.

Notizia recente che l’appello degli Anonymous per protestare in ben 36 città del Paese sud americano non ha prodotto grandi risultati, eccetto a San Paolo, dove un corteo ha sfilato pacificamente sul lungomare di Copacabana con circa 300 persone… pacifica finché nel corteo non si sono infiltrati un gruppo di black-bloc che hanno creato agitazione. Alla fine la Polizia ha risposto con il lancio di gas lacrimogeni e arrestando 127 manifestanti (evidentemente molti sono anche tra il gruppo di quelli pacifici).

Purtroppo negli scontri un manifestante è rimasto ferito seriamente e questo ha spinto il governatore del Brasile, Dilma Rousseff, a una riunione straordinaria con i propri ministri per tracciare una strategia anti crisi. Alla riunione parteciperanno i titolari dei dicasteri di Giustizia (Josè Eduardo Cardozo), Difesa (Celso Amorim) e Sport (Aldo Rebelo) e si terrà dopo il rientro del presidente da Cuba, dove si trova attualmente.

Intanto continuano le critiche sull’organizzazione, questa volta tocca a Carlos Alberto Parreira, assistente del CT della nazionale brasiliana, il quale dice:

Volevamo avere tutto pronto per la Coppa, ma la verità è che i lavori preparatori hanno mostrato una negligenza totale. Ho visto che la concessione ai privati degli aeroporti avverrà a partire da marzo, cioè tre mesi prima dell’inizio delle gare. Deve essere uno scherzo: il nostro Paese è stato scelto come sede dei Mondiali 7 anni fa e ci preoccupiamo con gli scali solo adesso? Abbiamo perso l’occasione di offrire un minimo di comfort e di mostrare un Brasile differente