Polizia nella favela

Problema sicurezza in Brasile

Per il prossimo mondiale in Brasile ci sono problemi di sicurezza e la Fifa lo sa bene, a tal punto da invitare i propri vertici a non sostare nel paese sudamericano durante la fase finale.

Secondo il quotidiano “Estado de Sao Paulo” la maggior parte dei vertici dell’organo mondiale del calcio arriveranno in Brasile il giorno prima dell’inizio del campionato e abbandoneranno il Paese il giorno dopo, per farci ritorno, eventualmente, solo per la finalissima.

Questa regola dovrebbe non essere valevole per Joseph Blatter e Jerome Valcke, rispettivamente numero uno e due della Fifa, i quali avrebbero deciso di rimanere in Sud America per tutta la durata della Coppa del Mondo. L’invito sarebbe esteso anche ai massimi vertici delle federazioni e sembra che quelli del Nord America avrebbero già comunicato che non si tratterranno in Brasile.

Un sovraintendente della Fifa avrebbe dichiarato:

Le proteste sono una grande minaccia, siamo molto preoccupati

Intanto, timori sono già stati dimostrati dalla nazionale Statunitense, infatti l’USA ha deciso di fare uno stage di due settimane in Brasile e si è presentata a San Paolo proprio oggi accompagnata da un ingente schieramento di Polizia locale e accompagnata persino da un elicottero.

La squadra di Jurgen Klinsmann svolgerà allenamenti preparatori nel centro sportivo del San Paolo, a Morumbi. I 26 calciatori, all’arrivo, erano scortati da una trentina di agenti federali e dalla polizia civile. Inoltre la squadra ha portato anche qualche uomo dell’FBI che scorterà i calciatori per tutto il tempo necessario.

San Paolo è probabilmente la città più violenta del Sud America, giusto per dare un’idea: l’ultimo report sugli omicidi risale alla fine del 2012 nei 6 mesi appena passati furono 1.600 gli omicidi ed è notizia di oggi che nella notte sono state uccise 10 persone. Dalle prime stime sembra che gli omicidi nel 2013 siano stati circa 3.000.

A tal proposito è chiara questa tabella pubblicata da ScappoInBrasile sui morti brasiliani.

Morti in Brasile

Insomma, sembrerebbe che la paura sia giustificata dai fatti e le squadre, su suggerimento della Fifa, stanno prendendo i dovuti provvedimenti.

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