Time Out nel calcio, l’esperimento del Mondiale in Brasile

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Time Out nel calcio

Nel 2014, vista l’esperienza dei Mondiali 1994 negli USA, quando i calciatori si munirono di cerotto per il naso, così da respirare meglio, e tutta la manifestazione fu influenzata dalle alte temperature, si è deciso di adottare per la prima volta nel calcio dei Time Out.

L’annuncio venne fatto dal presidente FIFA di allora, Joseph Blatter, che a soli 20 giorni dall’inizio della manifestazione, annunciando la novità, dichiarò:

I calciatori professionisti vanno in campo in qualsiasi condizione meteo, con freddo, neve e tutto… non sarà certo l’alta percentuale di umidità a fermarli. Comunque è possibile che, in casi particolari, le partite vengano temporaneamente fermate in modo che gli atleti possano rifiatare e bere qualcosa

Joseph Blatter sull’introduzione del Time Out durante le gare della Coppa del Mondo 2014

Una novità che non venne poi replicata in nessuna competizione, ma che, viste le alte temperature anche del Brasile, fu un toccasana per i calciatori.

A differenza di altri sport, dove i time out sono di pochi secondi, nel calcio si arrivò a fermare le partite fino a 3 minuti, per due volte in una gara, intorno al minuto 30 di ogni tempo, e solo nel caso in cui la temperatura fosse oltre i 32 gradi o fosse presente un alto tasso di umidità.

A decidere se la singola partita avesse o meno i time out era il medico della FIFA, che comunicava la decisione circa un’ora e mezza prima della gara.