Higuain con la maglia dell'Argentina

L’Argentina finisce in autogestione

Il cambio di commissario tecnico non c’è stato, sulla panchina dell’Argentina comunque sarà seduto Sampaoli ma si tratterà di un’autogestione.

La conferma arriva in conferenza stampa quando il presidente della federazione argentina, El Chiqui Tapia, si presenta con Mascherano e Biglia.

Ufficialmente non c’è nessuna rottura, a differenza di quanto ci si aspettasse, ma per superare la Nigeria la federazione da spazio ai calciatori. Eloquenti da questo punto di vista le parole di Mascherano:

In tutte le squadre del mondo i giocatori danno la loro opinione, fanno sentire la propria voce con l’allenatore perché, alla fine della fiera, in campo decidiamo noi. Comunque qui non si tratta di imporsi uno sull’altro, si tratta di arrivare a un accordo comune che sia il bene dell’Argentina

Una soluzione che probabilmente va bene a calciatori, che potranno gestirsi da soli, e federazione che risparmia 20 milioni di penale per l’esonero del CT.

Ovviamente l’unico a cui non va bene è Sampaoli stesso che perde la leadership della squadra (se mai l’ha avuta) e probabilmente la faccia.

La Selecciòn abbandona la difesa a 3 e si passa al 4-3-3 con Armani in porta e il trio d’attacco sarà composto da Di Maria, Higuain e Messi. Ultimo innesto a centrocampo dove rientra Banega.

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