Giampiero Ventura

L’Italia e il Mondiale del 2018 in Russia

L’Italia e il Mondiale del 2018 in Russia

Oramai è storia quanto successo durante la fase di qualificazione al Mondiale del 2018 in Russia, ma essendo un fatto storico, è corretto lasciarne memoria per future generazioni.

Nel 2016 la panchina azzurra, dopo un ottimo Europeo disputato dal CT Antonio Conte, viene affidata a Giampiero Ventura, mister che con le squadra di club ha sempre fatto bene ma non è mai arrivato ad allenare una grande squadra.

L’inizio è certamente poco promettente laddove perde 3-1 contro la Francia nella partita di esordio. Si tratta però di un’amichevole e ciò non suscita certamente nessun allarme.

Per qualificarsi al Mondiale del 2018 bisogna superare la fase di qualificazione europea: il sorteggio per gli azzurri è nefasto e l’Italia viene messa nello stesso girone della Spagna. Le regole della UEFA dicono che la prima del girone si qualifica direttamente al Mondiale, mentre le migliori 8 seconde (su 9) si affronteranno tra di loro per prendere i 4 posti rimanenti. Insomma, una tra Italia e Spagna dovrà passare da un turno ulteriore per poter approdare in Russia.

Le altre squadre presenti nel girone di qualificazione sono: Albania, Israele, Macedonia e Liechtenstein.

L’inizio del girone è incoraggiante e l’Italia vince 3 a 1 in Israele. La seconda partita è già decisiva poiché difronte ci sono Italia e Spagna, si gioca a Torino e per sperare di riuscire ad arrivare prima l’Italia ha un solo risultato possibile, la vittoria, purtroppo così non è, la partita finisce 1-1 e la qualificazione bisognerà andare a conquistarla in Spagna.

Il cammino dell’Italia, fino a settembre del 2017, è esemplare, nel girone le vince tutte ma la Spagna fa altrettanto. Si arriva al 2 settembre del 2017 a Madrid, di fronte ci sono di nuovo Spagna e Italia, bisogna decidere chi sarà la prima del girone. Bisogna vincere assolutamente poiché già la differenza reti è nettamente a favore della Spagna. La partita finisce 3 a 0 per gli iberici e l’Italia rimane seconda nel girone.

Gli azzurri sperano in un passo falso delle furie rosse, che però non arriva. Anzi, è l’Italia a fare un passo falso, pareggiando 1-1 in casa con la Macedonia. Ma poco male poiché il secondo posto è intoccabile e bisogna affrontare un turno in più di qualificazione.

Certo, la cosa fino a questo momento non è sorprendente, le regole UEFA e il ranking Fifa fanno un po’ acqua e trovare Spagna e Italia nello stesso girone non è il massimo. Ma quando succede una delle due deve fare il turno in più e ci può stare che sia l’Italia a farlo.

Nel sorteggio per il turno successivo si stila una classifica delle seconde e l’Italia è alle spalle della sola Svizzera. Quindi, insieme alle altre 3 in cima a questa classifica diventa testa di serie. Può pescare dall’urna 4 nazionali: Svezia, Irlanda del Nord, Grecia e Irlanda.

Finiamo contro la Svezia e si gioca l’andata in Svezia il 10 novembre del 2017 e il ritorno 3 giorni dopo a San Siro.

Durante l’andata l’Italia mostra una brutta forma e la partita finisce 1-0 per i padroni di casa, con un gol quasi fortuito.

Il ritorno si giocherà a San Siro 3 giorni dopo e benché l’Italia si sia complicata la vita, nessuno immagina che gli azzurri possano perdere l’opportunità di andare a giocarsi un Mondiale.

Eppure così succede: l’Italia pareggia 0-0, non riesce a essere incisiva, nonostante ci provi.

L’Italia, dopo 60 anni, è di nuovo fuori da un Mondiale di calcio. L’ultima volta era successo per il Mondiale del 1958 in Svezia (guarda un po’, sempre loro).

Gianluigi Buffon dà l’addio alla nazionale tra le lacrime, sarebbe potuto essere l’unico calciatore della storia a partecipare a 6 mondiali ma si ferma a 5, in compagnia di Lothar Matthäus e Antonio Carbajal.

Nei giorni successivi c’è un caos in federazione. Si chiedono le dimissioni di Ventura che non arrivano, si chiedono le dimissioni di Tavecchio, presidente FIGC, che non arrivano. Tavecchio, per cercare di salvarsi, esonera Ventura ma non basta, dopo qualche giorno è costretto a dimettersi per la pressione dei media.

Si parte con una rivoluzione in federazione, quest’ultima viene consegnata a Roberto Fabbricini, che è solo un commissario straordinario. Fabbricini si fa affiancare da uomini di calcio fidati, come Di Biagio, Costacurta, Oriali. La panchina viene affidata temporaneamente allo stesso Di Biagio e solo in privamera del 2018 a Roberto Mancini.

La FIGC, nella persona di Costacurta, inizia il dialogo con la Lega Calcio per riuscire a far partire un nuovo movimento, si decide che dall’anno 2019 i club di Serie A potranno avere una squadra B nelle serie minori e che l’unico limite è che i due team non giochino nella stessa categoria. Inoltre si potenziano i settori giovanili e la presenza della FIGC sul territorio, insomma, da una sconfitta palese, si vuole rinascere con nuove idee e nuove opportunità.

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