Daniele De Rossi

Tattica dell’Italia

Ieri, ciò che è andata in scena, più che un’amichevole è stata una prova di tattica. La partita con il Lussemburgo aveva poco senso, se non per testare gli schieramenti da adottare durante la competizione mondiale.

Quello che si è visto è stato un tentativo di innovazione, un 4-2-3-1, che però è mal riuscito. La squadra si è adattata male a questo schema e le due ali, Candreva e Marchisio, forse non sono ritagliati per quel ruolo. Forse con uno schieramento del genere è più indicato schierare Cerci e Insigne, più veloci, più offensivi e più pericolosi. Quello che si è visto ieri sembrava il copione disegnato nel 2008 da Donadoni, quando gli attori (non protagonisti) si chiamavano Perrotta e Camoranesi.

Nel secondo tempo si è assistita a una bocciatura della prima prova, con un cambio azzeccato, e infatti i risultati si sono visti subito, con due traverse colpite in 5 minuti. La squadra si è adattata subito sul nuovo 4-1-3-2, con De Rossi davanti alla difesa.

Forse, vedendo gli uomini portati da Prandelli, proprio questo è lo schieramento migliore. Davanti a Buffon potrebbero prendere posto i due centrali della Juventus, Chiellini e Bonucci (o Barzagli), sui terzini De Sciglio e Abate (o Darmian, o Paletta) danno un giusto compromesso tra fase difensiva e spinta.

La vera chicca sarebbe però proprio il romanista De Rossi, il quale potrebbe tornare a fare il difensore, e in caso di difficoltà porterebbe la difesa a 5, potrebbe coprire la difesa se i terzini spingessero su un’azione offensiva, passando alla difesa a 3, oppure semplicemente, con i 4 schierati dietro, potrebbe rappresentare l’ultimo baluardo del centrocampo. Lo stesso De Rossi permetterebbe a Pirlo di giocare qualche metro più avanti, libero da compiti difensivi, e quindi tranquillo per inventare.

Inoltre, con uno schema del genere, De Rossi avrebbe anche un degno sostituto che risponde al nome di Thiago Motta.

Accanto a Pirlo, nei 3 di centrocampo, grazie alla copertura di De Rossi, potrebbero prendere posto Candreva e Marchisio che a questo punto farebbero il ruolo di mezze ali, o interni, come venivano chiamati tempo fa, posizione a loro decisamente più congeniale. In caso di partite “semplici”, la duplice valenza di questi due calciatori permetterebbe una copertura discreta e sortite offensive con inserimenti alla portata del Laziale e dello Juventino.

In caso di partite più difficili potrebbero anche essere sostituiti da calciatori più difensivi, come lo stesso Thiago Motta. Le alternative per Marchisio e Candreva rispondono ai nomi di Parolo e Aquilani, mentre il naturale sostituto di Pirlo sarebbe Verratti.

Avanti, con un modulo così composto, Cassano potrebbe giocare tra le linee, servendo e lasciando spazio per Balotelli. I sostituti di questi due sono Immobile e Insigne, oltre a Cerci che potrebbe svariare parecchio su tutto il fronte d’attacco.

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