Putin rappresenta la Russia, la nazione più a est in europa ad aver ospitato un Mondiale

Statistiche e record del Mondiale 2018

Russia 2018 è stato certamente un Mondiale pieno di novità, di sorprese e di fattori che entreranno nella storia. La Coppa del Mondo giocata nella nazione più a est dell’Europa ci ha lasciati con segni storici che dureranno per anni.

VAR

Iniziamo con la tecnologia: benché Brasile 2014 abbia fatto passi da gigante con la gol line technology (attiva anche in questa edizione), come non segnalare il VAR, grande novità in questa edizione?

Gli arbitri italiani hanno tracciato la via nell’ultimo anno e sono stati maestri durante tutto il Mondiale, con Rocchi sul campo e Daniele Orsato / Paolo Valeri / Massimiliano Irrati in sala VAR.

VAR che ha ucciso le polemiche e ha aiutato la classe arbitrale a gestire al meglio le gare, con poche polemiche.

Il primo caso di utilizzo è stato in Spagna – Portogallo, big match del gruppo B giocatosi il secondo giorno di Mondiale.

Classifica Fair Play

Per decidere le posizioni in classifica nei gruppi, quest’anno, in caso di paripunti, stessi gol fatti e subiti e match finito in pareggio, prima di andare a fare un sorteggio o guardare la classifica Fifa, come succedeva in passato, si applica la classifica Fair Play.

In pratica vengono penalizzati cartellini gialli e rossi, con:

  • 1 punti assegnato in caso di ammonizione
  • 3 punti in caso di doppia ammonizione
  • 4 punti in caso di espulsione diretta
  • 5 punti in caso di espulsione diretta + ammonizione in precedenza

Questa classifica è stata applicata nel gruppo H di Russia 2018 e ha decretato il passaggio del Giappone e l’eliminazione del Senegal. Si tratta della prima volta che viene applicata.

Miglioramenti di squadra

Sono ben 5 le nazionali che hanno migliorato il loro miglior risultato: oltre alle esordienti Panama e Islanda, che già per il fatto di esserci hanno tracciato un nuovo punto di partenza nella loro storia; il Belgio, arrivando terzo, è riuscito a migliorare il quarto posto del 1986 (la speranza è che non servano altri 32 anni per migliorarlo ancora); la Russia, intesa come nazione uscita dal blocco URSS, per la prima volta è arrivata ai quarti di finale; infine la Croazia che arrivando secondo ha migliorato il terzo posto di Francia 98.

Autoreti

Le autoreti di questo Mondiale sono state tantissime, ben 12 che rappresentano il 7,10%, in pratica ogni 14 gol segnati una è stata un’autorete.

Un numero mostruosamente alto che ha superato il precedente record di 5 autoreti segnate in Brasile nel 2014.

Giovani in finale

Kylian Mbappé pare proprio un predestinato: ha vinto il premio come miglior giovane nel Mondiale che era stato di Pelè e proprio il campione brasiliano è stato il primo a conquistare questo trofeo nel 1958.

L’attaccante francese è arrivato dopo Pelè anche in un altra classifica: si tratta degli unici due calciatori ad aver segnato in una finale del Mondiale quando ancora non avevano compiuto 20 anni.

Arbitro della finale

Quando dici arbitro argentino puoi star tranquillo che apriranno e chiuderanno il Mondiale. Curiosamente l’argentino Nestor Pitana è stato lo stesso arbitro ad aver diretto la gara inaugurale e la partita finale di Russia 2018.

Prima di lui? Horazio Elizondo, altro arbitro argentino che fece lo stesso percorso nel 2006.

Campione in carica eliminata

Per la terza volta consecutiva la nazionale vincitrice dell’ultima edizione viene eliminata al Primo turno. La prima fu l’Italia eliminata al primo turno in Sudafrica nel 2010, seguì la Spagna, eliminata al primo turno nel 2014 e quest’anno la Germania, campione in carica, ha dovuto lasciare il passo a Messico e Svezia.

Diventa ancora più curioso se si pensa che negli ultimi 20 anni il salto del primo turno è riuscito solo al Brasile, vincitore nel 1994 e finalista nel 1998; vincitore nel 2002 e uscito ai quarti nel 2006. Insomma, tutte le nazionali che non siano il Brasile sono spacciate (la Francia è avvisata).

UEFA caput mundi

Si allunga la striscia di Coppe del Mondo vinte da una associata alla confederazione della UEFA. Siamo alla quarta consecutiva, striscia iniziata con l’Italia nel 2006, continuata con Spagna, Germania e Francia.

Le altre confederazioni possono al momento solo guardare lo strapotere delle europee.

Sempre la UEFA comanda anche in semifinale, dove sono ben 4 le squadre qualificate, cosa già successa in 4 occasioni precedenti e mai successa ad altre confederazioni.

Gol in finale

6 gol in finale non si vedevano da Inghilterra 1966 quando Inghilterra vs Germania finì 4-2. Dopo 52 anni abbiamo rivisto una goleada in finale, per la verità immeritata per come ha giocato la Croazia.

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