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Stadio San Pietroburgo

Stadio San Pietroburgo

Lo Stadio San Pietroburgo ha un enigma da svelare e riguarda soprattutto il nome. Si tratta di un impianto costruito di recente, sulle ceneri del vecchio stadio Petrovskij; i nuovi lavori sono iniziati nel 2007, prima dell’assegnazione del Mondiale alla Russia. Inaugurato nel 2017 ma già dal 2007 si dibatte sul nome.

Il presidente dello Zenit San Pietroburgo nel 2009 annunciò che si sarebbe chiamato Zenit Arena; intervenne però Gazprom, la maggior società di gas e olio della Russia che nel 2009 dichiarò ai giornalisti che si sarebbe chiamato Gazprom Arena. Peccato che l’azienda non ha mai mantenuto la promessa e quindi lo stadio rimase senza nome.

Lo stadio rimane quindi senza nome e al momento viene definito con un generico Stadio San Pietroburgo, in attesa che un’azienda voglia sponsorizzare il nome e quindi in attesa di naming definitivo.

Sviluppato dall’architetto giapponese Kisho Kurokawa, già progettista del Toyota Stadium di Toyota in Giappone, ha una capienza di 68 mila persone e come già detto è lo stadio di casa dello Zenit San Pietroburgo.

Si tratta forse dello stadio più bello tra quelli di Russia 2018 poiché si trova sulla punta di un’isola e l’effetto scenico è spettacolare.

Subito dopo l’inaugurazione, avvenuta nel 2017, la FIFA constatò che lo Stadio San Pietroburgo era poco sicuro poiché il terreno semovibile sarebbe insicuro e instabile, creando delle vibrazioni pericolose. Il primo ministro russo ha promesso che entro l’inizio del Mondiale sarà risolto il problema.

Si tratta di un impianto importante nella logica della competizione, infatti sarà il palcoscenico di una delle due semifinali e della finalina tra terzo e quarto posto. Potenzialmente è quindi il secondo stadio in quanto a importanza, secondo solo allo Stadio Lužniki di Mosca.